Interior

Submitted by admin on Sun, 2006-10-08 10:54.

 

Sorge su un promontorio a pochi km da Trieste in una splendida posizione. Questo incantevole castello ispirò Carducci che parlò di Massimiliano d'Austria, che morì in Messico fucilato dagli insorti repubblicani che non lo vollero come loro imperatore.

Entrate  con noi a visitare  le magnifiche stanze.

L'atrio

Dal portone che reca scolpite, sull'arco di volta, le armi imperiali del Messico, quelle reali del Belgio e al centro, lo stemma dei Savoia-Aosta, si entra nell'atrio dove, a destra, si apre un stanza riservata agli impiegati e alla biglietteria, alla sinistra si trova l'ingresso al museo. Degna di nota, nell'atrio, una lampada centrale e quattro applique in bronzo i qui bracci raffigurano degli ananas frutti che Massimiliano prescelse quale simbolo dell'abbondanza, per lo stemma da lui ideato per Miramare. Alle pareti, in alto, copie di ritratti eseguiti da Domenico Acquarelli e raffiguranti regnanti.

Sala I e II

Un tempo castituivano l'alloggio del Maggiordomo poi destinate al gentiluomo e alla dama di corte. Alle pareti, riproduzioni di Maria Teresa d'Austria e del principe Francesco di Lorena, nonché alcuni pregevoli pitture, firmate su rame da Elias Griessler (1622-1682). Notevoli due studioli con decorazioni in tartaruga. Inoltre nella seconda sala, recentemente restaurata, un ritratto ad olio, di ignoto, raffigurante Luigi XIV di Francia ed un ritratto di Maria Teresa eseguito da Leonardo Gavagnini con l'aiuto, per quanto riguarda i merletti della veste, del Blaas.

Sala III

Massimiliano aveva voluto che la sua stanza da letto venisse arredata come la cabina di una nave: sobria, arguta. Fa eccezione un bel cassettino settecentesco di fattura olandese. A destra due porticine. Da una s'intravede la vasca da bagno ricavata da un solo blocco di marmo; dall'altra, chiusa, si saliva, a mezzo di una scaletta a chiocciola, al piano superiore. Sotto il baldacchino del letto, una coppia della "Visione di Ezechiele" del Raffaello ed un ritratto di Carlotta .

"IL BOUL DOIR"

Questa saletta caratteristica per la sua forma ottagonale, Carlotta del Belgio amava ritirarsi a comporre delicate poesie o a dipingere. La grande tela, di fronte al visitatore, è sormontata dagli stemmi dell'Austria e del Belgio. A destra, in cornice ovale sopra lo scrittoio, il ritratto ad olio del padre di Carlotta da fanciullo .

  '' LA STANZA DA LETTO ''

 Storicamente la più importante del castello. In questa sala furono ricevute le delegazioni messicane venute ad offrire a Massimiliano la corona imperiale del Messico. Il massiccio mobilio in mogano adornato di puttini scolpiti, è opera di artigiani brianzoli e venne donato ai giovani sposi dalla città di Milano.

''LA CAPPELLA''

 Ricorda , nella sua architettura la cappella di S. Sofia di Gerusalemme. L'altare, in legno, è un dono che il patriarca di Gerusalemme volle fare a Massimiliano a ricordo della visita dell'arciduca fatta in Terra Santa durante la crociera del 1855. Ogni anno nella cappella, in forma strettamente privata, vengono celebrate due messe: una , il 3 marzo nell'anniversario della morte del duca d'Aosta; l'altra il 19 giugno nell'anniversario della tragica fine di Massimiliano d'Asburgo.

"IL SALOTTO"

La sala è caratterizzata da un bel portale ligneo che si dice provenga da un castello del Tirolo. Da questa porta si accedeva ad una scaletta a chiocciola che portava alla cabina di Massimiliano. Su una colonna il busto di marmo della regina Luisa d'Orlèanc, madre di Carlotta. Degno di particolare attenzione uno stipetto virtuosamente e preziosamente intarsiato con pietre dure.

"LA SALA DEL TRONO"

Questa sala, la più grande del castello, nel 1932 venne completamente ristrutturata a causa di un incendio avvenuto per un corto circuito, ne venne modificata anche l'altezza che permise di ricavare al 2° piano l'appartamento per l'aiutante di Campo del Duca d'Aosta.

"LA SALA DEI GABBIANI"

Era destinata ai pranzi principali e prese il nome delle decorazioni del soffitto raffiguranti appunto dei gabbiani. Alle pareti due tele che ricordano la visita a Smirne  dell'Arciduca e del suo seguito. Inoltre due ritratti di donne orientali raffiguranti accampamenti di navi francesi nel Messico invitati dall'Imperatrice Carlotta.

"IL PARCO"

Il parco sorse contemporaneamente al castello ed i lavori vennero eseguiti sotto la direzione dei giardinieri di corte Laube prima e Yelinek. Quest'opera, che trasformò in nudo sperone carsico in una incantevole oasi di verde, è, senza dubbio, la cosa migliore che il giovane arciduca ci ha lasciato perché perfetta è l'armonia fra l'espressione della natura ed il lavoro umano. Il parco è oggi, per la sua estensione e per la varietà delle piante, uno dei più belli, dell' mediterraneo settentrionale. I triestini, che già all' epoca in cui abitava Massimiliano vi avevano libero accesso, ne erano e ne sono, a ragione, fieri e gelosi.

The castle’s interior is extremely luxurious with rooms of many different styles. Maximilian’s love of the sea (he was vice admiral of the Austrian navy) inspired him to decorate the castle with nautical themes. Max was a typical Victorian romantic and intellectual.

 

The inside

The inside of the building is furnished with original furniture of that epoch in the representative rooms and in the apartments of the married couple: one made of wood of the Archduke, who strangely had reproduced the well-proportioned stern of the Austrian ship Novara, in memory of his time spent as Commander of the Austrian fleet; and that of Charlotte where the colour of light blue is in domain.

 

A Visitors to the castle will be able to see the following: Maximilian's chambers and those of his consort, Carlota of Belgium; the guest rooms; the information room telling the history of the Castle and the Park's construction; the Duke Amadeo of Aosta's apartment with furnishings from the 1930's in the Rationalist style.

All the rooms still feature the original furnishings, ornaments, furniture and objects dating back to the middle of the 19th century. Particularly noteworthy are the music room where Carlota used to play the fortepiano, now on show in room VII. In room XIX there are a series of paintings by Cesare dell'Acqua depicting the history of Miramare.

Lastly, visitors may visit the throne room, which was recently restored and brought back to its former splendour.

 

The castle is preserved in its original condition and reflections of Maximilian's love of the sea are everywhere. His wood paneled bedroom on the first floor was built to resemble the cabin of a ship and a glance from the window of any of the second floor rooms provides a spectacular view over the Bay of Grignano and the Adriatic beyond. His love for exotic places is displayed in the Chinese and Japanese salon. As you stand at the base of the circular staircase, if you look up, there is a glass-bottomed fishpond.

As I wandered from room to room, I read a tale of insecure power in the castle's interior-design survey of history: the medieval stone walls, the heavy Baroque and neo-Renaissance furniture. This is Second Empire bombast, persuading itself of its legitimacy, dismissing the elegant restraint of Biedermeier.

The "Monarchs' Salon", is embellished with portraits of a King of Norway, the Emperor of Brazil, a Czar of Russia – anyone, no matter how fraudulent or despotic, as long as they're nominal monarchs. This softens you up for the bedroom and its images of the most important events in the history of this area, pride of place going to the construction of the castle, of course. Other rooms are paneled and furnished like a ship's quarters, reflecting Maximilian's devotion to the Austrian Navy.

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