Andy Warhol's TIMEBOXES

Submitted by admin on Tue, 2006-10-03 23:17.

Fino al 22 ottobre.

Ogni giorno dalle 09:00 fino alle 19:00.

Le originali "Timeboxes" provenienti dal Andy Warhol Museum di Pittsburg (USA).

Collezione di materiali della sua vita di ogni giorno. Capsule del tempo.

Suoi lavori originali, films, grafica. Contenitori dell'utile e dell'inutile.

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La mostra e' allestita in un enorme spazio, all'interno del quale saranno collocate installazioni di grandi contenitori, il cui significato rimanda all'idea di costruzioni di tipo ancestrale o indefinibili cellule architettoniche, che assemblate in forma di libera e casuale architettura troveranno senso logico nel luogo cavo al loro interno.
Si tratta di forme monocolore molto ampie, con aperture che permettono l'ingresso ai visitatori. All'interno di ciascuna costruzione ci si troverà avvolti da una stanza le cui pareti saranno decorate dalla riproduzione di carte da parati originali di Warhol.

Cinque grandi installazioni, rivestite all'interno di carta da parati originale di Warhol, contengono alcune delle oltre seicento Timeboxes realizzate da Warhol (Capsule del Tempo, ndr). Le opere, solitamente conservate nel museo dedicato al padre della pop art a Pittsburgh, sono scatole che l'artista ha riempito con materiale raccolto nell'arco della sua vita: cartoline postali, scarpe o persino le silver wig, le fluenti e colorate parrucche da l'artista amava indossare.

“Se ci pensate bene, i supermercati sono una specie di museo.” diceva l’artista americano.

Il visitatore si trova in ogni istante inglobato e coinvolto dalla presenza di elementi costitutivi il titolo stesso della mostra. Le costruzioni informi, gli interni, i contenuti degli interni; opere originali, film, screen-test, grafica, sono tutte capsule del tempo warholiano. Camminare al loro interno, percorrerle significa entrare nelle molecole più intime della infinita capsula che è il contenitore del pensiero di Warhol. Un suo film è una capsula, un suo screen-test è una capsula, una sua copertina di un disco è una capsula in quanto l’artista in ogni sua espressione ha disvelato un contenuto, uno per volta, ognuno con il proprio specifico, di quel imprendibile, agglomerato di invenzioni che faceva capo al suo “io”.

Tutto ciò che fa parte del progetto espositivo fin qui specificato si riferisce alla complessa verità dell’uomo e dell’artista Warhol.
Le grandi costruzioni informi rimandano al caos di un universo metropolitano cresciuto nel disordine nell’appartenenza al fallimento di una concezione illimitata nello sperpero di energie primarie.


Il catalogo della mostra, ANDY WARHOL's Timeboxes è pubblicato da Federico Motta Editore e sarà realizzato in due versioni, di cui una a tiratura limitata e numerata.
Il volume è una derivazione dalla grafica e impaginazione dell'Index Book di Warhol compresi di suoi pop-up e le invenzioni mobili che caratterizzano alcune pagine. Curatore della mostra e del catalogo sarà Gianni Salvaterra. Il saggio introduttivo sarà a cura di Robert Rosenblum, professore di Fine Art presso la New York University. Lo studio grafico di Kenny Scharf. All'interno del catalogo testi di Tom Sokolowski direttore del Museo Andy Warhol di Pittsburgh, di John Smith e Matt Wrbican, archivisti dello stesso Museo e di Geralyn Huxley, Curatrice della Filmografia sempre del Museo Andy Warhol di Pittsburgh.

 

Andrew Wharola nasce a Pittsburgh il 6 agosto 1928 da una famiglia di emigrati cecoslovacchi.
Trascorre nella città natale tutta la sua adolescenza, diplomandosi nel 1949 ad un corso d'arte presso il Carnegie Institute of Technology.
È già durante questi primi anni che si rivela la sua vena artistica, culminata col premio "Mrs. John Potter Prize for Progress" ottenuto durante l'ultimo anno di studi.
Subito dopo il diploma, nel 1949, si trasferisce a New York dove per la prima volta assume il nome di Andy Wharol.
I primi anni della sua carriera nella Grande Mela sono all'insegna di pubblicazioni e disegni commerciali per la stampa e per la televisione, da cui l'impronta per la cultura pop che caratterizzerà tutta la sua vita: famosa durante questo periodo la serie di pubblicità delle scarpe Miller (1950), per le quali ottiene numerosi riconoscimenti.
Negli anni '50 Leo Castelli (Trieste 1907- New York 1998) viene in contatto con i pionieri di un nuovo movimento artistico popolare (noto poi come Pop Art), che visitano la sua galleria d'arte di New York, ambendo di essere ivi rappresentati.
Nel 1960 Warhol comincia ad interessarsi seriamente anche alla pittura,
Nel 1962 si avvicina alla tecnica della serigrafia e comincia a produrre opere con quello stile che diventa il suo più conosciuto: è in quell'anno che comincia la celebre serie delle Marylin.
È l'anno della svolta, alla mostra alla prestigiosa Stable Gallery di New York piazza finalmente tutte le sue creazioni.
Nel 1964, Leo Castelli organizza la prima mostra sulle "Brillo Boxes" create dall'artista.
L'anno successivo Warhol, si trasferisce nel famoso studio (in un loft della 47a strada), da allora noto come The Factory dove la sua creatività si intensifica: è qui che nasce la serie delle serigrafie sui disastri, su Jacqueline Kennedy e dove inizia anche a pensare alle incursioni nel mondo del cinema, con il suo primo film Kiss.
È sempre alla Factory che nel 1964 una donna in visita esplode colpi di pistola contro 4 tele della serie delle Marylin.
Nel 1965 inizia la collaborazione con Paul Morrissey e Lou Reed, e crea il gruppo musicale dei Velvet Underground, dimostrando così una creatività tale da potersi misurare con ogni tipo di arte.
È invece del 1966 Chelsea Girls, il suo primo film di successo,
Nel giugno del 1968, Valerie Solanas tenta di assassinarlo con un colpo di pistola.
l'anno successivo un suo dipinto della serie delle lattine della Campbell's Soup viene venduto ad un asta al prezzo più alto mai registrato per un artista americano vivente.
Nel 1969, fonda la rivista "Interview" pubblicando il primo numero.
Visita anche l'Italia nel 1972, per assistere al Festival del Cinema di Venezia dove viene proiettato il film Heat, girato in collaborazione di Paul Morrissey l'anno precedente; nello stesso anno perde sua madre, faro illuminante per tutta la sua vita.
Nel 1976 gira il suo ultimo film Bad e partecipa attivamente alla campagna presidenziale di Jimmy Carter finanziandola attraverso le riproduzioni a stampa del ritratto da lui stesso effettuato per la copertina della rivista del New York Times.
Sperimentando nuove tecniche nel 1977 crea la serie Oxidations, ottenuta urinando su tele coperte da pittura al rame ancora bagnata.
Finalmente nel 1978 corona anche un altro dei suoi sogni, quello di avere una propria TV via cavo, la Andy Warhol TV. Nonostante i suoi sforzi però l'emittente non riscuote il successo sperato.
Gli anni Ottanta sono pieni di collaborazioni (Pat Hackett, Jean-Michel Basquiat, Keith Haring, Francesco Clemente e Kenny Scharf), e di lavoro per la rivisitazione di opere di grandi maestri del Rinascimento: Paolo Uccello, Piero dell Francesca, e soprattutto Leonardo.
Nel gennaio 1987 espone una serie di fotografie cucite e pinzate che riscuotono un ottimo successo.
Andy Warhol si spegne il 22 febbraio del 1987, all'età di 58 anni, in seguito ad un banale intervento chirurgico presso il New York Hospital.

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Trieste modern and contemporary art exhibition center Former central fish market  Trieste modern and contemporary art exhibition center Former central fish market

Al Centro Esposizioni di Arte Moderna e Contemporanea - Ex Pescheria Centrale.

Costruita nel 1913, liberty, somiglia ad una chiesa ed e' stata soprannominata "Santa Maria del Guato", struttura in calcestruzzo armato, design by Giorgio Polli.

L'interno e' stato utilizzato nel film "Il Padrino 2": il centro di immigrazione di Ellis Island, dove al protagonista viene cambiato il cognome in Corleone.

C'e' l'aquario marino in un'ala dell'edificio.